In cosa consiste la determinazione del rischio cardiovascolare?
Il rischio di eventi coronarici, o più in generale, il rischio cardiovascolare, viene determinato sulla base di alcuni esami di laboratorio e dell’anamnesi raccolta dal medico durante la visita.
Che cosa include la determinazione del rischio cardiovascolare?
I più importanti fattori di rischio cardiovascolare sono certamente riconducibili alla storia personale del paziente: in particolare, l’età avanzata, la familiarità, il sovrappeso e l’obesità, il fumo, l’ipertensione arteriosa, l’inattività fisica e il diabete giocano un ruolo fondamentale. A questi si aggiungono anche dei dati di laboratorio, principalmente quelli inclusi nel profilo lipidico. Inoltre, per la determinazione del rischio può essere utile eseguire alcuni esami strumentali non invasivi, quali il test ergometrico, scintigrafia da sforzo, elettrocardiogramma, TC e l’ecocardiogramma.
Come viene utilizzato il profilo lipidico?
Il profilo lipidico comprende l’esame del colesterolo totale, colesterolo LDL ed HDL e i trigliceridi. I trigliceridi sono per l’organismo un importante substrato energetico di origine lipidica e costituiscono la forma di deposito dei lipidi nell’organismo. I valori desiderabili per i singoli parametri del profilo lipidico sono:
- Colesterolo totale < 200 mg/dl
- Colesterolo LDL < 100 mg/dl*
- Colesterolo HDL > 40 mg/dl
Trigliceridi < 150 mg/dl
* Si tratta dei valori “desiderabili”; il valore target della colesterolemia LDL dipende dalla presenza di altri fattori di rischio e dal tipo di prevenzione che si sta attuando, se primaria o secondaria.
Se uno o più valori è fuori da questi intervalli, il rischio cardiovascolare aumenta. Se si tratta di aumenti/decrementi di grado lieve, questi possono essere corretti semplicemente cambiando il proprio stila di vita, altrimenti sarà possibile ricorrere a terapia farmacologica; diminuendo il numero e l’entità dei fattori di rischio, diminuisce il rischio cardiovascolare a cui il soggetto è esposto.
Quali altri esami di laboratorio sono richiesti per la determinazione del rischio cardiovascolare?
Il profilo lipidico è certamente il più importante tra gli esami di laboratorio per la determinazione del rischio cardiovascolare. Sulla base di recenti studi sembrerebbe che anche altri parametri possano essere di ausilio nella determinazione del rischio cardiovascolare, ma bisogna precisare che su questo non esiste ancora accordo. Tra questi parametri, l’omocisteina, l’Lp(a) e la Proteina C Reattiva (PCR) ad alta sensibilità (hsCRP). L’omocisteina è un aminoacido solforato coinvolto nel metabolismo della metionina; l’iperomocisteinemia sembra associata ad un lieve aumento del rischio cardiovascolare, anche se gli interventi terapeutici finalizzati alla sua riduzione non hanno alcun effetto sul rischio. L’Lp(a) è un lipoproteina contenente l’Apoproteina a e così come le LDL ha un effetto aterogeno, anche se non risponde alle tipiche strategie adottate per la riduzione del colesterolo LDL come l’adozione di un corretto stile di vita e l’assunzione di farmaci ipolipemizzanti. La PCR ad alta sensibilità è un marcatore di stato infiammatorio cronico subclinico tipico del processo aterosclerotico.
Come viene stabilita la terapia?
La terapia, qualora necessaria, viene stabilita sulla base di diversi fattori, inclusi i risultati degli esami citati, la storia familiare e personale, le abitudini di vita; è rivolta a controllare i fattori di rischio modificabili quali ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, obesità.
Cos’altro si deve conoscere?
Una dieta povera di grassi e l’esercizio fisico regolare costituiscono l’intervento di prima linea nella riduzione dell’ipercolesterolemia e dell’ipertrigliceridemia, così come di molti altri fattori di rischio maggiori. Esistono anche dei farmaci, le statine e i fibrati, efficaci nella riduzione del colesterolo e dei trigliceridi, rispettivamente. Le dislipidemie ereditarie possono non rispondere alla correzione dello stile di vita e pertanto richiedono un intervento farmacologico mirato.
1. E’ possibile che alcune persone siano più a rischio di altre di incorrere in un attacco di cuore (un infarto miocardico acuto)?
Si. I soggetti in sovrappeso o obesi, fumatori, di sesso maschile, ipertesi, diabetici, con ipercolesterolemia e/o ipertrigliceridemia, con storia familiare positiva per malattie cardiovascolari sono esposti ad un rischio maggiore.
2. Esistono dei dispositivi per determinare a casa il mio rischio cardiovascolare?
No. La determinazione del rischio cardiovascolare viene eseguita sulla base dei risultati di esami di laboratorio, strumentali, e sull’anamnesi raccolta dal medico. Tutto ciò richiede apparecchiature dedicate e personale qualificato.

