Noto anche come: Reticolociti corretti
Nome: Conta dei reticolociti
Esami associati: Striscio di sangue, Midollo osseo emopoietico, Emocromo, Eritropoietina, Ematocrito
, Emoglobina, RBC
Perché viene eseguito il test?
Come ausilio nella valutazione del corretto funzionamento del midollo emopoietico nel produrre cellule rosse del sangue e per distinguere tra una forma di anemia correlata ad emorragia o distruzione eccessiva di eritrociti e quella correlata ad una riduzione della produzione degli stessi; per valutare una corretta risposta, con conseguente ritorno alla normale funzionalità, del midollo emopoietico dopo un trattamento chemioterapico, un trapianto di midollo o per il follo-up post terapeutico delle anemie sideropeniche.
Quando viene eseguito?
Se ci si trova di fronte ad un paziente con un decremento (o incremento) della conta eritrocitaria, emoglobina ed ematocrito, nel quale il medico prescrivente voglia valutare la funzionalità del midollo emopoietico.
Quali campioni vengono richiesti?
Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio o in alcuni casi tramite uno stick per il prelievo dal polpastrello (bambini ed adulti) o tramite uno stick per il prelievo dal calcagno (neonati)
Cosa si analizza?
Questo test misura il numero e la percentuale dei reticolociti nel sangue e serve quale indicatore nella efficiente produzione di eritrociti da parte del midollo emopoietico. I reticolociti sono eritrociti immaturi. Questi sono prodotti dal midollo emopoietico quando le cellule staminali si differenziano nel successivo stadio maturativo dell’evoluzione degli eritrociti, formando reticolociti ed infine eritrociti. Gran parte degli eritrociti, quando vengono rilasciati nel sangue dal midollo emopoietico, sono pienamente maturi, ma circa 0,5-2% degli eritrociti in circolo sono reticolociti. L’organismo tenta di mantenere un numero stabile di eritrociti nel circolo sanguigno rimuovendo sistematicamente i vecchi eritrociti (vita media approssimativa 120 giorni) e producendone di nuovi nel midollo emopoietico. Se questo stato di equilibrio viene alterato da una perdita eccessiva o da una ridotta produzione di eritrociti, il paziente svilupperà un’anemia. Un’eccessiva perdita di eritrociti può essere dovuta ad una acuta o cronica emorragia od emolisi (distruzione eritrocitaria). L’organismo compensa questa perdita incrementando il ritmo di produzione degli eritrociti. Quando ciò accade, il numero e la percentuale di reticolociti aumenta fino a che viene ristabilito l’equilibrio o fino al raggiungimento della capacità produttiva del midollo emopoietico.
Una ridotta produzione di eritrociti si può avere quando il midollo emopoietico non funziona normalmente (a seguito di disordini del midollo emopoietico quale anemia plastica o a seguito della soppressione del midollo emopoietico per diverse cause inclusi trattamenti radioterapici o chemioterapici per neoplasie), per insufficienza di eritropoietina ( un ormone prodotto dai reni atto a stimolare la produzione di eritrociti), o per deficienze di alcuni nutrienti quali ferro, vitamina B12 o folati. Questa ridotta produzione fa si che diminuisca il numero di eritrociti in circolo, diminuisca la concentrazione di emoglobina (una proteina interna all’eritrocita che trasporta l’ossigeno), un diminuito ematocrito (la percentuale di cellule rispetto al plasma nel sangue), ed un diminuito numero di reticolociti che non rimpiazzano completamente gli eritrociti vecchi rimossi dal circolo ematico.
Alcune volte, sia la conta eritrocitaria che la conta reticolocitaria possono essere aumentate per un eccesso di produzione ciò può essere dovuto ad una varietà di cause inclusa un’inappropriata produzione di eritropoietina, disordini che causano un cronico incremento del numero degli eritrociti (policitemia vera) a volte il fumo.
Quali campioni vengono richiesti?
Il test viene effettuato su un campione di sangue preso tramite un ago inserito in una vena del braccio o tramite stick per il prelievo dal polpastrello (bambini ed adulti) o tramite stick per il prelievo dal calcagno (neonati).
Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Quale è il significato del risultato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?
Come viene utilizzato?
La conta reticolocitaria viene prescritta per determinare se il midollo emopoietico risponda adeguatamente alle esigenze produttive di eritrociti e per determinare le cause e fare una classificazione di un’anemia. Il numero di reticolociti può essere comparato al numero di eritrociti per calcolarne la percentuale; inoltre il test viene prescritto in concomitanza con la conta eritrocitaria. L’emoglobina e l’ematocrito vengono generalmente prescritti per valutare la severità dell’anemia del paziente. Gli eritrociti, l’emoglobina e l’ematocrito sono spesso prescritti routinariamente quali facenti parte dell’esame emocromocitometrico. Generalmente assieme all’esame emocromocitometrico vengono valutate alcune caratteristiche degli eritrociti, quali dimensione delle cellule, volume e forma. Basandosi su questi risultati, la conta reticolocitaria può essere considerata quale ulteriore caratteristica degli eritrociti. I reticolociti possono essere distinti dagli eritrociti maturi poiché conservano residui di materiale genetico (RNA) all’interno di essi, caratteristica questa non riscontrabile negli eritrociti maturi. I reticolociti circolanti generalmente perdono il loro RNA in uno due giorni, diventando quindi eritrociti maturi.
In un paziente sano, la percentuale di reticolociti é estremamente stabile. Quando di eritrociti decresce (quindi l’ematocrito decresce), la percentuale di reticolociti dovrebbe risultare incrementata fino a bilanciare il numero di eritrociti. Con l’obiettivo di valutare più accuratamente la funzionalità del midollo emopoietico, la percentuale reticolocitaria calcolata viene in genere corretta tramite algoritmo di calcolo detto conta reticolocitaria corretta o indice reticolocitario (RI). Questo algoritmo compara l’ematocrito del paziente con un ematocrito normale.
Reticolociti (%) = [numero di reticolociti / numero di eritrociti] x 100
Indice reticolocitario (RI) = conta reticolocitaria (%) x [ematocrito misurato / ematocrito normale]
Quando viene prescritto?
La conta reticolocitaria viene prescritta quando un paziente risulta avere una riduzione della conta eritrocitaria e/o una riduzione di emoglobina e dell’ematocrito ed il medico vuole valutare la funzionalità del midollo emopoietico. In un paziente senza apparenti sintomi, queste evidenze vengono ritrovate effettuando un esame emocromocitometrico. Il test può, inoltre, essere prescritto quando un paziente mostri sintomi quali pallore, affaticamento, spossatezza, fiato corto e/o sangue nelle feci. Quando un paziente sia conosciuto per deficienza di ferro, vitamina B12 o folati, insufficienza renale, soppressione del midollo emopoietico (a seguito di chemioterapia o trapianto del midollo), sia sotto trattamento terapeutico con eritropoietina, la conta reticolocitaria (conta eritrocitaria, ematocrito ed emoglobina) può essere prescritto questo test ad intervalli raccomandati dal medico per monitorare la funzione e la risposta al trattamento del midollo.
Quando un paziente presenti un incrementato numero di eritrociti, elevata emoglobina ed ematocrito, la conta reticolocitaria può essere prescritta per determinare l’incremento e il ritmo dell’iperproduzione degli eritrociti.
Quale è il significato del risultato dell’esame?
Un intervallo di riferimento univoco non é disponibile per questa analisi. Infatti i valori di riferimento possono differire nei vari da laboratorio poiché dipendono da molti fattori, tra i quali l’età del paziente, il sesso, la popolazione di riferimento, i metodi analitici. Il referto del tuo laboratorio dovrebbe prevedere degli intervalli di riferimento specifici per ogni analisi. Lab Test On Line raccomanda vivamente di discutere sempre i risultati delle analisi con il proprio medico. Per maggiori informazioni sugli intervalli di riferimento vi suggeriamo di leggere questo articolo Gli Intervalli di riferimento ed il loro significato
Le informazioni che il medico cerca di ottenere sono, una appropriata risposta da parte del midollo emopoietico e che il midollo stesso reagisca come dovrebbe ad un aumento della richiesta produttiva di eritrociti. La conta reticolocitaria è direttamente influenzata da una recente attività del midollo emopoietico. Se il midollo risponde appropriatamente alla domanda di incrementare il numero di eritrociti esso libererà un aumentato numero di cellule giovani, di conseguenza anche la conta reticolocitaria. Se in un paziente si ha un evento emorragico, il numero di reticolociti aumenterà in pochi giorni nel tentativo di compensare la perdita di eritrociti. Se in un paziente vi è una perdita cronica di sangue, il numero di reticolociti si attesterà ad un livello più elevato dato che il midollo tenta di tornare allo stato di normalità del numero di cellule rosse. Se il midollo non è in grado di bilanciare la domanda o non funziona correttamente, la percentuale di reticolociti resta a valori normali o appena superiori alla norma a dispetto dell’aumentata richiesta, ma in alcuni casi può persino diminuire a causa della mancanza di adeguata produzione. Se il numero di reticolociti non è elevato in un paziente anemico, potrebbe essere che ci si trovi in un qualche grado di disfunzione del midollo o di scarsa produzione di eritropoietina.
La conta reticolocitaria dà un’indicazione su ciò che potrebbe essere accaduto ma non diagnostica in maniera univoca una particolare patologia. Si tratta di un segnale che ulteriori indagini possono chiarire e uno dei mezzi a disposizione per il monitoraggio della terapia.
Se il numero di reticolociti cresce dopo chemioterapia, trapianto di midollo o trattamento con ferro o vitamina B12 o folati, significa che il midollo va verso una guarigione. In concomitanza di una iperproduzione di eritrociti, il numero di reticolociti, di eritrociti, la concentrazione di emoglobina e la percentuale di ematocrito saranno tutti aumentati.
Cos’altro si deve conoscere?
Pazienti che stazionino in alta quota avranno un incremento della conta di reticolociti dato che il loro organismo tenta di adattarsi alla ridotta presenza di ossigeno. Anche i fumatori possono mostrare un incremento di eritrociti e reticolociti. La conta reticolocitaria potrebbe risultare elevata durante la gravidanza. I neonati presentano una elevata percentuale di reticolociti ma tale percentuale tende a divenire simile a quello di un adulto in poche settimane.
Normalmente, la conta reticolocitaria viene effettuata manualmente tramite l’osservazione microscopica di uno striscio di sangue periferico opportunamente colorato e contando il numero di reticolociti all’interno di alcuni campi visivi. Questa metodica è ancora in uso ma viene gradualmente rimpiazzata da metodiche automatizzate che contano un grande numero di cellule e che quindi aiutano una maggiore accuratezza della conta reticolocitaria.
1. Si possono testare i reticolociti a casa?
2. Si può utilizzare lo stesso campione che si usa per la conta eritrocitaria o per l’esame emocromocitometrico?
3. Una trasfusione di sangue ha effetti sul risultato della conta reticolocitaria?
4. In quale altro modo è possibile, da parte del medico, valutare la corretta produzione di cellule del sangue da parte del midollo?
1. Si possono testare i reticolociti a casa?
No. Questo test viene effettuato da personale di laboratorio specializzato.
2. Si può utilizzare lo stesso campione che si usa per la conta eritrocitaria o per l’esame emocromocitometrico?
Si. Nel caso in cui viene riscontrata un’anemia durante un emocromo di routine, il medico può richiedere un test addizionale (inclusa la conta reticolocitaria) sullo stesso campione usato per l’esame emocromocitometrico.
3. Una trasfusione di sangue ha effetti sul risultato della conta reticolocitaria?
Si. Il medico prescrivente determinerà quanto tempo dopo la trasfusione, sarà possibile effettuare la conta reticolocitaria.
4. In quale altro modo è possibile, da parte del medico, valutare la corretta produzione di cellule del sangue da parte del midollo?
In alcuni casi è necessario un esame detto aspirato midollare per valutare lo stato del midollo. In determinate circostanze questo esame è da considerarsi il modo migliore per valutare la funzionalità midollare.

