Noto anche come: Herpes Genitale, Herpes Orale, Cold Sores
Nome: Herpes Simplex Virus, Tipo 1 and Tipo 2 (HSV-1 and HSV-2)
Esami associati: Anticorpi anti-HIV, HPV, TORCH, Carico virale

in sintesiL’analisiInfo esameDomande frequenti

Perchè viene eseguito il test ?

Per lo screening  delle infezioni da Herpes virus
Quando viene eseguito?
In presenza di sintomi riconducibili ad un infezione da Herpes virus, come vescicole o lesioni nella zona periorale o nell’area genitale
Quali campioni vengono richiesti?
Un tampone ottenuto per raschiamento  da una bolla o da una ferita nella zona con la sospetta infezione, o un prelievo di sangue;in caso di  meningite o encefalite, su  liquido cerebrospinale (CSF)

Cosa si analizza?
Il test per la ricerca  di Herpes simplex si esegue  per identificare un’infezione acuta  o per rilevare gli anticorpi, indice di una pregressa esposizione al virus.
Noto per essere una delle cause più comuni di infezione virale,l’ Herpes virus  (HSV) è presente  in due diverse forme, Hsv-1 e Hsv-2. Entrambi sono contagiosi per l’uomo e causano la comparsa di piccole lesioni bollose (febbre erpetica), la cui  rottura porta alla formazione di  lesioni aperte, fonte di contagio.  Hsv-1 è responsabile soprattutto delle lesioni peri ed endo-orali, mentre Hsv-2 causa solitamente  lesioni intorno alla zona genitale.
Il passaggio inter-umano del  virus  avviene generalmente per contatto, attraverso i virus contenuti nel liquido delle vescicole e liberati dalla rottura delle lesioni; più raramente, il contagio può avvenire da parte di soggetti asintomatici, quando le lesioni non sono ancora visibili.
Hsv-2  ha spesso le caratteristiche di una malattia  sessualmente trasmessa  ma anche Hsv-1  può essere presente nella zona genitale  ed essere acquisito durante pratiche di sesso orale. Secondo l’ American Social Health Association e il  National Herpes Resource Center, negli STATI UNITI circa il 50% – 80% degli adulti hanno Hsv-1 e circa il 20% hanno Hsv-2. Poiché i sintomi possono essere sfumati, il  90% di coloro che hanno  Hsv-2 può essere ignaro della presenza dell’infezione.

Inoltre, in un soggetto  infettato  l’infezione primaria può risolversi ma  HSV può rimanere in  forma latente, salvo riattivarsi durante periodi di stress o di  malattia.  Nella maggior parte dei casi  gli episodi infettivi da HSV, sia  primari che da riattivazione virale, rappresentano più  un disturbo fastidioso piuttosto che una minaccia alla salute, anche se il virus può  causare una temuta forma di infezione connatale, l’herpes neonatale, nonché patologie del sistema nervoso centrale, come la meningite e  l’encefalite erpetica. Queste manifestazioni dell’infezione da HSV  possono anche essere mortali o  causare danni  neurologici permanenti. Pazienti con condizioni morbose che inducono una soppressione del  sistema immunitario, come  l’infezione da HIV/AIDS o coloro che, avendo   avuto un trapianto di organo,  si sottopongono alla terapia immunosoppressiva, sono più esposti al rischio di infezione da HSV e alle sue manifestazioni più gravi.

I test per  HSV possono rilevare  il virus in sè, il  DNA virale o gli  anticorpi diretti contro il virus.  Durante un’infezione o la riattivazione primaria acuta, il virus può essere rilevato con la tecnica della coltura.

• Isolamento in coltura Un campione di liquido, raccolto da una ferita aperta (il campione più comune), viene successivamente incubato in un terreno di coltura  idoneo allo sviluppo e all’ isolamento del virus.  Questo test  è sensibile e specifico, ma occorrono due o  più giorni perché venga  completato.  Le lesioni fresche rappresentano  il “substrato”  migliore per questo tipo di test;  la moltiplicazione virale diminuisce con il  tempo e tentativi di isolamento tardivi possono condurre ad un risultato  falsamente negativo. Una volta che il virus si sia sviluppato in coltura, è possibile determinare se si tratti  di  HSV-2 o di HSV-1
• Ricerca del DNA virale La ricerca del DNA virale ha lo scopo di rilevare la presenza di materiale genetico del virus erpetico  in un campione biologico ottenuto dal paziente.  Questo metodo consente di tipizzare e quantificare il virus ed è preferibile qualora ci si trovi in condizioni di bassa viremia, come nell’ l’encefalite virale,  o in presenza di lesioni insorte da parecchi giorni.
• Ricerca degli anticorpi anti HSV Gli anticorpi anti- HSV sono le immunoglobuline specifiche, prodotte dall’organismo e riversate nel torrente circolatorio al fine di contenere e combattere  l’infezione.  La produzione di anticorpi IgM inizia  parecchi giorni dopo un’infezione  primaria di HSV e può essere rilevabile nel sangue  alcune settimane dopo. La produzione di anticorpi  IgG comincia successivamente a quella degli anticorpi specifici di tipo IgM. Le concentrazioni anticorpali aumentano progressivamente nelle prime settimane  quindi, dopo il raggiungimento di un picco, calano fino a raggiungere un livello ematico stabile.  Una volta che un individuo è stato infettato con HSV, egli continuerà  a produrre piccole quantità di anticorpi  IgG -anti HSV.
Il test per la ricerca degli anticorpi anti -HSV consente di  rilevare entrambi i tipi virali (HSV-1 e HSV-2) e sono disponibili   test che possono rilevare sia gli anticorpi IgM in fase precoce di malattia sia  gli anticorpi IgG, che rimangono per sempre in coloro che sono stati esposti al virus.

Come si raccoglie il campione da analizzare ?
Per la coltura, occorre  raschiare con un  tampone una bolla o  una ferita di recente insorgenza, nella bocca o nella zona genitale.
Per la ricerca del DNA virale, oltre al materiale da tampone,  un campione di liquido cerebrospinale (CSF) può essere raccolto mediante puntura lombare in caso di sospetta meningite o encefalite La ricerca degli anticorpi si effettua su  un campione di sangue venoso

Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Qual’ è il significato del risultato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?

Come viene utilizzato?
La ricerca  di HSV è utilizzata  per rilevare la presenza del virus in coloro che hanno vescicole o ferite genitali, encefalite ed in neonati sospettati di avere contratto un  herpes neonatale (una condizione  rara ma seria,  dove il virus  viene contratto dal nascituro durante il passaggio dal canale del parto nella fase espulsiva).
Una donna gravida, cui sia stata diagnosticata un’infezione acuta o pregressa  da Herpes genitale, deve  essere controllata regolarmente durante tutta la gravidanza, per identificare tempestivamente una riattivazione dell’ infezione; qualora tale condizione si verifichi, vi è indicazione per l’espletamento di un parto cesareo, con il  fine di  preservare il bambino dal rischio di infezione.
I metodi di elezione per la ricerca del virus sono rappresentati dalla coltura virale e dalla ricerca del DNA.  Anche se meno sensibile, la ricerca  degli anticorpi può contribuire a diagnosticare un’infezione acuta di HSV se viene effettuata su campioni seriali, raccolti  durante  la  fase acuta di malattia e alcune settimane dopo, attraverso la dimostrazione di un incremento dei livelli anticorpali.  La ricerca degli anticorpi può anche essere utilizzata  per selezionare cluster di popolazione che abbiano precedentemente contratto l’infezione, quali soggetti  sessualmente attivi, i  potenziali riceventi di un trapianto di organo e quelli con HIV/AIDS.

Quando viene prescritto?
Un test colturale o la ricerca di HSV- DNA  possono essere richiesti in un soggetto  con lesioni bollose o vescicolose  nella  bocca o nella zona genitale e in un paziente  con sintomi di encefalite, di cui si sospetti l’origine virale.
La ricerca di HSV è altresì indicata  nello screening iniziale di una gravidanza e deve essere ripetuto regolarmente durante l’intera gestazione quando una donna risulti avere un’infezione acuta o pregressa da HSV.
Madre e  neonato devono essere  esaminati per HSV quando un bambino, alla nascita, mostra i segni tipici dell’infezione erpetica, quali meningite o lesioni cutanee.  La  ricerca degli anticorpi diretti contro HSV ha indicazioni più limitate ed è indicata soprattutto quando è necessario verificare se un paziente è stato precedentemente esposto al virus. Nel sospetto di infezione  in atto, la determinazione dei livelli anticorpali in un campione raccolto durante la fase acuta e nella successiva remissione può confermare il sospetto diagnostico.

Qual è il significato del risultato dell’esame?
Una coltura positiva o la presenza di HSV- DNA nel materiale ottenuto dallo  “scraping” di una  lesione vescicolosa  indica un’infezione attiva da  HSV-1 o HSV-2.  Un risultato  negativo indica che il virus  non è stato isolato o identificato ma non esclude l’infezione.  Infatti,  il campione potrebbe contenere  esemplari del virus non in fase di replicazione attiva (come avviene in caso di materiale  raccolto da una lesione “vecchia”) o potrebbe essere stato trasportato e conservato in  condizioni non ottimali, determinando l’inattivazione del virus  con conseguente risultato falso negativo.
La presenza degli anticorpi anti- HSV-1 o  HSV-2 di tipo  IgM indica un’infezione attiva o recente mentre gli anticorpi di tipo IgG suggeriscono una pregressa esposizione/ infezione. Peraltro, un aumento significativo del livello di IgG specifiche in due campioni raccolti durante e dopo una sospetta virosi acuta, suggeriscono la presenza di un’infezione da HSV in atto.
Un risultato negativo alla ricerca degli anticorpi specifici rende  improbabile che il paziente sia stato esposto a HSV, anche se non si può escludere la possibilità che ci si  trovi in presenza di un “periodo finestra”, successivo ad un’infezione ma precedente all’inizio della  produzione di anticorpi specifici, rilevabile dai metodi comunemente in uso presso i laboratori di diagnosi virologica.

Cos’altro si deve sapere?
Le forme più gravi di infezione erpetica sono quelle che insorgono in neonati infettati durante il parto o nei soggetti immunocompromessi. In questi ultimi, in particolare,  le lesioni tendono ad essere più estese e più persistenti che negli  individui immunocompetenti.
L’infezione con HSV può incrementare la carica  virale  dell’HIV; peraltro, l’infezione da HSV-2 è spesso presente  come infezione opportunistica nei soggetti HIV infetti, tanto che  fino al  90%  di essi risulta co-infettato da HSV-2.  L’infezione genitale da HSV, congiuntamente a quella del virus del papilloma (HPV), è stata associata con un elevato rischio di sviluppare il cancro della cervice uterina.

1. Come si trasmette il virus dell’Herpes?
2. Quali sono i sintomi dell’infezione erpetica?
3. Come  trattarla? 
4. Come prevenire l’infezione erpetica?

1.Come si trasmette il virus dell’Herpes?
HSV si  trasmette attraverso il contatto diretto, che
include il bacio e le pratiche sessuali  (sesso vaginale, orale o anale); meno comune il contagio attraverso il  contatto tra la pelle dell’individuo sano e quella con lesioni attive del soggetto infetto. L’herpes genitale è contratto più facilmente attraverso i rapporti sessuali  con individui,  che hanno lesioni attive nell’area genitale o che non sanno di essere infetti, anche se non può essere esclusa la trasmessione da soggetti infetti in fase pre-sintomatica.

2. Quali sono i sintomi dell’infezione erpetica?
Molte persone infettate da HSV possono non avere alcun sintomo, mentre altre, pur essendo sintomatiche, non attribuiscono ai sintomi stessi la dovuta importanza.Il sintomo più tipico dell’infezione primaria è rappresentato dalle lesioni vescicolose, dolorose, nella sede dell’infezione. Queste lesioni compaiono entro 15 gioni dal contagio e solitamente guariscono in due – quattro settimane.  Le vescicole possono comparire nella zona vaginale, sul pene, intorno all’orifizio anale,sulle natiche o sulle coscie, in caso di infezione da HSV-2, o nella zona periorale, alla base delle narici o all’interno della bocca, in caso di infezione da HSV-1.  A volte,dopo un’iniziale scomparsa, le lesioni possono ricomparire; altre volte, ai sintomi locali si associano sintomi sistemici quali febbre e tumefazione linfonodale.  Tuttavia, non sono infrequenti le infezioni prive di sintomi o con sintomi così sfumati da essere confusi con altre condizioni, morbose e non (es. foruncolosi o punture da insetto). Dopo la risoluzione dell’infezione primaria, il virus entra in una condizione di quiescenza, pur persistendo  all’interno dell’organismo e così può rimanere per sempre. In alcuni individui, però, in seguito a malattie concomitanti od a  forti stress fisici e/o emotivi, il virus può andare incontro a riattivazione con ricomparsa delle lesioni, che tendono a regredire in tempi più brevi rispetto alle lesioni dell’infezione primaria. Alcune volte il virus può diventare attivo e contagioso senza lesioni notevoli.  Il virus persiste per tutta la vita ma  la frequenza e la severità degli episodi ricorrenti variano notevolmente fra  individuo e individuo.

3. Come trattarla?
Non esistono terapie efficaci per l’infezione erpetica; alcuni farmaci possono ridurre la frequenza e la durata degli episodi acuti.

4. Come prevenire l’infezione erpetica?
L’herpes orale (lesioni della bocca, lesioni cutanee in area  non-genitale) non può essere evitato.  L’esposizione al virus è continua  durante la vita di tutti i giorni. Al contrario, l’ herpes genitale può essere prevenuto con l’uso dei condoms o evitando il contatto sessuale con soggetti che abbiano un’infezione attiva.