Noto anche come: TnI, TnT
Nome: Troponina cardiaca I e T
Esami associati: Marcatori Cardiaci, CK, CK-MB, Mioglobina
in sintesiL’analisiInfo esameDomande frequenti
Perchè viene eseguito il test?
Per determinare se vi sia stato un attacco cardiaco o dei danni al muscolo cardiaco.
Quando viene eseguito?
2-3 volte nel lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dall’insorgenza di dolore toracico o altri sintomi associabili ad un attacco cardiaco.
Quali campioni vengono richiesti?
Un campione ematico prelevato dalla vena brachiale.
Cosa si analizza?
Questo test misura la concentrazione di troponina cardiaca nel sangue. La troponina è una famiglia di proteine che si trovano nelle fibre muscolari scheletriche e cardiache; essa coopera alla contrazione muscolare. Ci sono tre forme di troponina: C, I, e T. Troponina I e T cardiache sono sufficientemente differenti da quelle del muscolo scheletrico che possono quindi essere specificamente testate. Queste forme di troponina sono normalmente contenute in concentrazione ridotta nel sangue. Quando vi sia un danno alle cellule del muscolo cardiaco, le troponine vengono rilasciate in circolo. Maggiore è il danno maggiore è la concentrazione di troponine in circolo.
Quando il paziente subisca un attacco cardiaco, i livelli di troponina si eleva in circa 3 o 4 ore dopo l’evento e resta tale per 10 o 14 giorni.
Come si raccoglie il campione da analizzare?
Un campione ematico prelevato dalla vena brachiale.
Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?
Come viene utilizzato?
Principalmente si prescrive a coloro che hanno un dolore toracico o un attacco cardiaco o comunque un danno del miocardio. Entrambe le isoforme di troponina possono essere ugualmente testate; generalmente il laboratorio determina l’una o l’altra. La troponina può essere prescritta singolarmente o assieme ad altri marcatori di danno cardiaco, come ad esempio CK, CK-MB, mioglobina. Troponina I e T hanno cominciato a sostituire CK e CK-MB perchè più specifiche per il danno cardiaco (a confronto con il danno muscolare scheletrico) e si mantengono elevate per un più lungo periodo, ma molti medici continuano a preferire un numero più elevato di informazioni testando diversi marcatori.
La troponina viene prescritta generalmente quando il paziente afferisce per la prima volta alla terapia intensiva e viene ripetuto a 6 e 12 ore. La troponina viene usata per diagnosticare un attacco cardiaco, per rilevare e valutare un danno medio-alto del muscolo cardiaco, differenziare un dolore toracico tra le sue differenti cause. Nei pazienti che hanno subito un ritardo nel trattamento ed hanno sofferto di un dolore toracico correlabile ad attacco cardiaco, soffrono senso di oppressione o altri sintomi quali sudorazione, dolore irradiato all’arto, alle spalle, mascella, collo, nausea o senso di stordimento per più di un giorno, la troponina è il test di elezione. Questo è motivato dal fatto che la concentrazione resta elevata per lungo tempo.
Quando viene prescritto?
La troponina viene generalmente prescritta, assieme ad altri marcatori di danno cardiaco quali CK, CK-MB o mioglobina, quando il paziente riferisce dolore toracico prolungato o altri sintomi che si possano riferire a danno cardiaco. Generalmente tale test viene effettuato 2 o 3 volte nell’arco di 12-16 ore. In pazienti con angina stabile (episodi ben prevedibili di dolore toracico in relazione ad inadeguata irrorazione del muscolo cardiaco che vengono risolti dal riposo o con la terapia adeguata), la troponina può essere prescritta nel caso in cui la sintomatologia progredisca, insorga a riposo o a breve distanza dalla somministrazione della terapia e questo significa che l’angina tende a divenire instabile, mettendo il paziente in una classe di rischio più elevata di attacco cardiaco.
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Normalmente, i livelli ematici di troponina sono molto ridotti; talvolta il loro incremento può indicare qualche tipo di danno cardiaco. Quando il paziente ha livelli significativamente elevati di troponina ed altri segni clinici, quali un ECG (elettrocardiogramma -valutazione del ritmo cardiaco) anomalo, è presumibile che il paziente stia avendo un attacco cardiaco. Se CK, CK-MB, e mioglobina sono normali ma la troponina è aumentata, è probabile che vi sia un danno di lieve entità o che tale evento sia avvenuto più di 24 ore prima. Se il primo test della troponina è normale ma i seguenti (6 e 12 ore dopo) sono aumentati, è probabile che l’evento sia avvenuto circa due ore prima del primo test e quindi non avesse ancora avuto il tempo di aumentare. Quando il CK è elevato ma il CK-MB (più specifico per il cuore) e la troponina sono normali, è presumibile che la sintomatologia sia da associare ad altra causa. Quando un paziente con dolore toracico o con angina stabile hanno livelli di troponina, CK, CK-MB normali, è presumibile che non vi siano in corso danni a carico del cuore.
La troponina resta alta per circa 1-2- settimane dopo l’attacco cardiaco. Questa non viene generalmente influenzata da altri danni muscolari quali iniezioni intramuscolo, incidenti, esercizio strenuo e farmaci muscolo lesivi.
Cos’altro si deve conoscere?
Livelli di troponina elevati non sono sufficienti a diagnosticare un attacco cardiaco. Un esame fisico, la storia clinica e l’ECG sono altrettanto importanti. Alcune persone con attacco cardiaco hanno livelli di troponina normale viceversa alcune persone con elevata troponina non mostrano evidenze di attacco cardiaco. La troponina può essere elevata per alcune affezioni croniche come miocarditi (infiammazione del muscolo cardiaco), insufficienza cardiaca congestizia, infezione severa, malattie del rene, dermatomiosite o polimiositi.
1. Cosa significa attacco di cardiaco?
2. Se ho dolore toracico, significa che sto avendo un attacco cardiaco?
3. Quali sono gli altri test specifici per l’attacco cardiaco?
4. Cosa fare se non si è sicuri di avere un attacco cardiaco in atto?
1. Cosa significa attacco di cardiaco?
Attacco cardiaco vuole dire che parte del tessuto muscolare cardiaco è morto. Il termine medico per tale evento è infarto del miocardio. Comunemente, l’attacco cardiaco comincia con una sorta di senso di peso o di dolore al torace, estendendosi poi a collo e braccio sinistro. Si può avere difficoltà respiratorie, o senso di spossatezza con sudore freddo.
Tale evento usualmente avviene quando uno dei vasi (detti arterie coronarie) che portano il sangue al cuore è occluso. L’occlusione parziale di tali vasi è conseguenza del processo aterosclerotico (detto indurimento arterioso). Questa occlusione aumenta gradualmente negli anni mano a mano che le placche lipidiche si depositano sulla parete del vaso. Tali placche restringono ed irrigidiscono l’arteria e possono staccarsi inaspettatamente provocando la completa occlusione del vaso stesso.
2. Se ho dolore toracico, significa che sto avendo un attacco cardiaco?
Molti problemi possono provocare dolore toracico, e non è possibile dire dal tipo di dolore se sia causato o meno da un attacco cardiaco. Molti possono avere dolore toracico per uno strappo muscolare, per stress emotivo e per problemi polmonari. Il dolore che occorre durante l’esercizio fisico, il lavoro pesante o nei periodi di stress, dura pochi minuti e passa con il riposo è spesso causato da episodi anginosi. Un raro tipo di dolore toracico è causato da spasmo cardiaco e viene detto angina variante. Questo spasmo generalmente interviene di notte e mentre il paziente è a riposo e può provocare un dolore severo ma temporaneo.
Se il dolore dura più di qualche minuto, specialmente se a riposo, richiede immediata attenzione medica.
3. Quali sono gli altri test specifici per l’attacco cardiaco?
In genere vengono utilizzati più test per determinare se sia in atto un attacco cardiaco. La troponina rileva un danno del miocardio anche in assenza di altre evidenze. Mioglobina e CK, altre due proteine che si trovano nelle cellule muscolari, non aumentano per dolori toracici temporanei. CK non si eleva se il danno è di lieve entità. Nei pazienti con attacco cardiaco, questi marcatori di danno miocardio si elevano e quindi diminuiscono nell’arco di tempo che va tra le 12 e le 48 ore.
4. Cosa fare se non si è sicuri di avere un attacco cardiaco in atto?
Se si ha un dolore toracico prolungato, specie se non passa con il riposo – o se avendo avuto una diagnosi di angina e nonostante la terapia il dolore non scompare, è richiesta una immediata attenzione medica. Molti pazienti con attacco cardiaco muoiono senza neppure cercare di chiamare l’ambulanza o di passare per una sala osservazione.

