Esami associati: Fosfatasi alcalina

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Che cos’è l’osso?

L’osso è un tessuto vivo, metabolicamente attivo e nel corso di un anno, viene rimodellato per circa il 10%. E’ composto principalmente da collagene, una proteina che costituisce l’impalcatura e garantisce all’osso forza tensile e da calcio fosfato, un complesso minerale che conferisce rigidità alla struttura. Questa combinazione di collagene e calcio garantisce all’osso forza e anche flessibilità sufficienti a sopportare il peso e resistere alle tensioni. Più del 99% del calcio dell’organismo è contenuto nelle ossa e nei denti. Il rimanente 1% è presente in circolo.

Nel corso della vita, l’osso vecchio viene costantemente rimosso (riassorbimento) e sostituito con osso nuovo (formazione). Durante l’infanzia e l’adolescenza, la sintesi è più veloce del riassorbimento osseo. Ne risulta che le ossa crescono e diventano più pesanti e dense. Il processo di formazione ossea è più veloce di quello di riassorbimento finché viene raggiunto il picco di massa ossea (massima densità e resistenza ossea), intorno ai 24 anni di età. Dopodiché, il processo di riassorbimento lentamente comincia a divenire più veloce rispetto a quello di formazione ossea. La perdita ossea è molto rapida nei primi anni dopo la menopausa, ma continua negli anni successivi.


Quali patologie interessano l’osso?

Osteoporosi. L’osteoporosi, o osso poroso, è una patologia caratterizzata da ridotta massa ossea e da alterazioni strutturali del tessuto osseo. Questo aumenta la probabilità di fratture del femore, della colonna spinale e del polso. L’osteoporosi si sviluppa quando il processo di riassorbimento è troppo rapido rispetto a quello di formazione. La probabilità di sviluppare osteoporosi aumenta se durante la crescita non si raggiunge il picco di massa ossea. Sia le donne che gli uomini soffrono di questa patologia che può essere prevenuta e curata.

Il morbo di Paget.
Il morbo di Paget è un disordine cronico caratterizzato da allargamento e deformazione delle ossa. E’ una patologia caratterizzata da esagerato riassorbimento e formazione di tessuto osseo. Ne risulta un indebolimento dell’osso con dolore osseo, artrosi, deformità e fratture. Potrebbe essere provocata dall’infezione da parte di un “virus lento” che rimane latente per anni prima della comparsa dei sintomi. Potrebbe essere tramessa ereditariamente, considerato che può interessare più di un membro della stessa famiglia. La malattia di Paget raramente viene diagnosticata prima dei 40 anni. Interessa in egual misura maschi e femmine.

Metastasi ossee.
Le cellule cancerose che lasciano il tumore primitivo ed entrano in circolo possono localizzarsi in quasi tutti i tessuti dell’organismo. Le ossa sono una delle sedi più comuni di impianto e di crescita di queste cellule circolanti. Si possono sviluppare metastasi sia in ossa vicine che lontane dalla sede primaria del tumore. Patologia metastatica ossea non equivale a tumore primitivo delle ossa. Tumore osseo primitivo si riferisce ad un tumore a partenza dall’osso. Metastasi ossee e tumore primitivo osseo differiscono nei fattori di rischio, trattamenti terapeutici e prognosi. Il tumore primitivo dell’osso è molto meno comune delle metastasi ossee. Queste sono una delle cause più frequenti di dolore nei pazienti neoplastici.

Circa il 50% dei pazienti neoplastici (ad eccezione dei pazienti con tumori della pelle) sviluppano metastasi ossee nel corso della malattia. I tumori della mammella, prostata, rene, polmone, pancreas, stomaco, colon-retto, stomaco, tiroide e ovaio causano la maggior parte delle metastasi ossee. La colonna vertebrale è la sede più frequentemente colpita da metastasi, seguita da pelvi, femore, arto inferiore prossimale (femore) e cranio.

Quali esami si eseguono per individuare un problema osseo?
Di solito, i problemi ossei vengono diagnosticati mediante la densitometria della massa ossea che utilizza un particolare tipo di raggi X. Si può usare anche l’ecografia che utilizza onde ad alta frequenza.

I marcatori ossei, segnali del processo di rimodellamento osseo, talvolta vengono usati di supporto alla densitometria nel corso della valutazione diagnostica. La valutazione del processo di rimodellamento osseo comporta la determinazione di marcatori di riassorbimento osseo, come i telo peptidi, e di marcatori di formazione ossea come l’isoenzima osseo della fosfatasi alcalina (b-ALP, bone specific alkaline phosphatase). I marcatori di riassorbimento osseo possono venire misurati in campioni di urine o di sangue, mentre quelli di formazione nel campione di sangue.

Più frequentemente, i marcatori ossei vengono usati nel monitoraggio della malattia ossea o della risposta alla terapia. I marcatori ossei sono in grado di definire la risposta al trattamento terapeutico mirato dopo un intervallo di tempo minore rispetto a quello necessario per le indagini strumentali con raggi X. In questo modo, se la risposta al trattamento non è adeguata, la terapia può essere modificata.

Ci sono evidenze secondo cui i marcatori ossei sono in grado di predire il rischio di metastasi ossee nel caso di tumore della mammella o della prostata. Sono anche in grado di predire la risposta alla terapia di una patologia con perdita ossea.

1. Quali sono i farmaci approvati da FDA ( Food and Drug Administration, organismo americano responsabile della sicurezza di cibi e farmaci) per il trattamento dell’osteoporosi?
La terapia ormonale sostitutiva (HRT, hormone replacement therapy), alendronato, calcitonina, raloxifene e risedronato.

2. Qual è la prevalenza dell’osteoporosi?

Si tratta di una patologia che interessa più di 28 milioni di americani, 80% dei quali sono donne.

3. Quando vengono prescritti questi esami?
In alcuni casi, i marcatori ossei vengono prescritti con altre indagini della densità minerale ossea per diagnosticare una patologia ossea. Di solito, tuttavia, vengono prescritti periodicamente nel monitoraggio di pazienti con una patologia ossea già diagnosticata una patologia e sottoposti a terapia, per verificare l’efficacia del trattamento terapeutico.