CK|CK-MB|Troponina|Mioglobina|NT-proBNP|Aspartato Ammino Transferasi|LDH|Elettroliti|Emocromo completo

in sintesiL’analisi

Cosa sono?

I biomarcatori cardiaci sono enzimi, proteine, e ormoni che sono associati con la funzionalità cardiaca, danno o infarto. Alcuni dei tests sono specifici per il cuore mentre altri sono anche elevati con danno del muscolo scheletrico. I biomarcatori cardiaci sono usati con lo scopo diagnostico e prognostico e sono frequentemente richiesti dai medici quando qualcuno arriva al pronto soccorso lamentando dei sintomi, come dolore al petto, pressione, nausea, e mancanza di respiro. Questi test sono richiesti, insieme con altri tets di laboratorio e non, per determinare l’infarto (che è spesso una condizione cronica, progressiva che colpisce l’abilità del cuore di riempirsi di sangue e pompare efficientemente) e la sindrome coronaria acuta (ACS) oltre ad aiutare a determinare la prognosi di persone che hanno avuto un attacco cardiaco. L’ACS è una gruppo di sintomi che riflettono una improvvisa diminuzione nella quantità di sangue e di ossigeno, anche detta “ischemia”, che raggiungono il cuore. Questa diminuzione è frequentemente dovuta a una restrizione delle arterie di coronarie (aterosclerosi o spasmo dei vasi) o placche instabili, che possono causare un coagulo di sangue (trombo) e blocco del flusso sanguigno. Se la scorta di ossigeno è bassa, esso può causare angina (dolore); se il flusso di sangue è ridotto, esso può causare morte delle cellule cardiache (chiamato infarto miocardio o attacco cardiaco) e può portare a morte le cellule muscolari cardiache colpite e danneggiare in modo permanente e determinare  cicatrice del cuore.

Lo scopo dei biomarcatori cardiaci è di essere capaci di determinare la presenza e la gravità di una condizione cardiaca acuta il prima possibile così che possono essere iniziati trattamenti appropriati. I biomarcatori cardiaci devono essere disponibili al medico 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana con una risposta rapida.
I biomarcatori nell’organismo hanno differenti tempi in cui i lori livelli aumentano, raggiungono il massimo e poi scendono, consentendo di esser usati non solo per seguire il progresso dell’attacco cardiaco ma per stimare quando inizia e per monitorare il recupero. Essi sono solo alcuni dei marcatori cardiaci che sono  usati routinariamente dai medici. Alcuni  non sono più usati perché non sono specifici come il marcatore di elezione- troponina. Molti altri potenziali biomarcatori cardiaci sono ancora ricercati ma la loro utilità clinica deve ancora essere stabilita.

Nota: I biomarcatori cardiaci non sono lo stesso test come quelli che sono usati per fare lo screening della  popolazione sana per il loro rischio di sviluppare la malattia cardiaca. Quelli possono essere trovati sotto Valutazione Rischio Cardiaco.

Nella seguente tabella riassuntiva è possibile identificare i principali Biomarcatori cardiaci quali

CK
CK-MB
Myoglobina
Cardiac Troponin
LDH
Ast
Hs-Crp
BNP

Illustra inoltre in cosa consistono, dove si trovano, il sintomo che evidenziano, l’intervallo di tempo di crescita e di normalizzazione e i pricipali casi in cui vengono utilizzati.


Marker

Cos’è

Dove si trova

Cosa indica

Intervallo
di tempo in cui aumenta

Quando
torna
normale

Quando/come è usato

CK

Enzima
che esiste in tre differenti isoforme

Cuore, cervello e muscolo scheletrico

Lesione alle cellule muscolari

Da 4 a 6 ore dopo la lesione, picco tra le 18 e le 24 ore

Normale
tra le 18 e
le 72 ore,
a meno che non continui
il danno

Essendo diminuito gradualmente, può essere richiesto
prima del
CK-MB

CK-MB

Porzione dell’enzima
CK totale legato al
cuore

Principalmente cuore, ma anche muscolo scheletrico

Lesione (morte cellulare) al cuore

Da 4 a 6 ore dopo l’attacco cardiaco, picco tra le 12 e le 20 ore

Ritorno alla normalità tra
le 24 e
le 48 ore a meno di un nuovo/continuo danno

Non specifico
come la
troponina
per la
lesione/attacco
cardiaco, potrebbe ssere richiesto quando la roponina non è
disponibile, potrebbe ssere richiesto
per monitorare
un nuovo/
continuo danno

Myoglobina

Proteina di riserva di
poco ossigeno

Cuore e altre cellule muscolari

Danno al cuore o altre cellule muscolari. Elevata anche con problemi renali

Inizia ad aumentare entro le 2 o 3 ore, picchi tra le 8 e le 12 ore.

Il ritorno alla
normalità
circa un
giorno dopo
che è
avvenuta
la lesione

Richiesto insieme alla
troponina aiuta a diagnosticare la lesione/attacco
cardiaco

Cardiac Troponin

Componenti
di un complesso proteico regolatorio. Due specifiche
isoforme:T e I

Cuore e muscolo

Lesione/danno cardiaco

Da 4 a 8 ore

Rimane elevata da 7  a 14 giorni

Richiesto per aiutare a valutare la prognosi e la diagnosi dell’attacco cardiaco

LDH

Enzima

Quasi in tutti i tessuti del corpo

Marker generale della lesione cellulare

Diminuita gradualmente, non specifico

AST >

Enzima

Cuore, fegato e muscoli

Lesione al fegato, muscolo o cuore

Diminuita gradualmente, non specifico

Hs-CRP

Proteina

Associata
con
aterosclerosi

Processo infiammatorio

Aumenta con l’infiammazione

Potrebbe aiutare a determinare la prognosi dei pazienti che hanno avuto attacco cardiaco

BNP

ormone

Ventricolo sinistro del cuore

Infarto cardiaco

Aumento relativo alla gravità

Aiuta a diagnosticare e valutare l’infarto cardiaco, la prognosi, e a monitorare la terapia.