Noto anche come: Colesterolo; colesterolo totale
Nome: Colesterolo totale
Esami associati: Colesterolo HDL, Colesterolo LDL
, Profilo lipidico, Trigliceridi
Perché viene eseguito il test?
Per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.
Quando viene eseguito il test?
L’esame del colesterolo totale va eseguito ogni quattro anni in prevenzione primaria, più frequentemente se coesistono altri fattori maggiori di rischio cardiovascolare o per il monitoraggio di una eventuale terapia ipolipemizzante.
Quali campioni vengono richiesti?
Un prelievo venoso o capillare.
Cosa si analizza?
Il colesterolo è uno steroide essenziale; oltre ad essere un componente delle membrane biologiche, il colesterolo è il precursore degli ormoni steroidei, coinvolti in molti processi biologici quali lo sviluppo, la crescita e la riproduzione. Inoltre, il colesterolo viene utilizzato per la sintesi degli acidi biliari, essenziali per l’assorbimento intestinale dei lipidi e delle vitamine liposolubili. La quota circolante di colesterolo si trova associata a complessi proteici, formando le lipoproteine; esistono diverse classi di lipoproteine con composizione e ruolo funzionale differente: le LDL (Low Density Lipoprotein) trasportano il colesterolo dal fegato ai distretti periferici; le HDL (High Density Lipoprotein), invece, sono coinvolte nel “trasporto inverso” del colesterolo, cioè nella rimozione del colesterolo in eccesso dai tessuti periferici sino al fegato. Il dosaggio del colesterolo totale riguarda sia la quota di colesterolo contenuto nelle HDL che quella delle LDL.
Come si raccoglie il campione da analizzare?
Il campione viene raccolto mediante prelievo di sangue venoso da una vena del braccio o di sangue capillare dal polpastrello.
Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?
Come viene utilizzato?
Diversamente da quanto accade per molti altri esami utilizzati per diagnosticare o monitorare una malattia, il colesterolo è utilizzato per stimare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. L’eccesso di colesterolo in circolo è stato infatti associato alla progressione dell’aterosclerosi e pertanto esso è oggi considerato un esame di primo livello per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Quando viene prescritto?
L’esame del colesterolo è un test di screening a cui devono sottoporsi tutti gli adulti almeno una volta ogni cinque anni; viene prescritto insieme a colesterolo HDL, colesterolo LDL e trigliceridi, con i quali costituisce il profilo lipidico.
Il colesterolo totale viene dosato più frequentemente se coesistono altri fattori maggiori di rischio cardiovascolare o per il monitoraggio di una eventuale terapia ipolipemizzante.
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Secondo le linee-guida NCEP ATP-III i valori di colesterolo totale sono raggruppati in tre categorie di rischio: valori al di sotto di 200 mg/dL sono considerati desiderabili e riflettono un rischio basso di malattie cardiovascolari; valori compresi tra 200 e 240 mg/dL riflettono un rischio cardiovascolare moderato; se i valori di colesterolo totale superano i 240 mg/dL il rischio è elevato. In ogni caso, il risultato dell’esame deve essere contestualizzato con gli altri risultati del profilo lipidico; sarà il medico, poi, a decidere se e come intervenire. Il trattamento verrà deciso una volta conosciute le cause dell’ipercolesterolemia. Durante il trattamento, ripetere l’esame può essere utile per seguirne gli effetti ed identificare il trattamento più idoneo. Il valore target, cioè il valore di colesterolemia a cui tendere con il trattamento, deve essere deciso dal medico, in genere sulla base del colesterolo LDL.
Cos’altro si deve conoscere?
La colesterolemia può risultare significativamente bassa in gravi malattie epatiche, nella malnutrizione e nella cachessia. Il valore di colesterolo non varia in risposta ad un singolo pasto, bensì dopo un regime alimentare prolungato in cui si sia variato il contenuto di grassi nella dieta; in ogni caso, comunque, sono necessarie diverse settimane perché si possano osservare variazioni della colesterolemia.
Non è ancora ben chiaro se livelli molto bassi di colesterolo (meno di 100 mg/dL) possano essere deleteri per l’organismo; questa condizione viene riscontrata in genere quando coesistono problemi di malnutrizione, patologie epatiche o tumori.
1. Chi deve sottoporsi allo screening per il colesterolo?
2. Quali sono le cause dell’incremento della colesterolemia?
3. Quali farmaci vengono utilizzati per il trattamento dell’ipercolesterolemia?
4. Qual è il rischio cardio-vascolare associato a valori elevati di colesterolemia?
5. Perché la colesterolemia può aumentare anche in assenza di variazioni nel regime dietetico o nell’attività fisica giornaliera?
6. Perché, di fronte a valori elevati di colesterolo, alcuni medici preferiscono ripetere il dosaggio dopo qualche mese piuttosto che intervenire farmacolgicamente subito?
1. Chi deve sottoporsi allo screening per l’ipercolesterolemia?
Tutti gli individui di età superiore a 30 anni devono sottoporsi allo screening per l’ipercolesterolemia, meglio se nell’ambito di un profilo lipidico, almeno una volta ogni cinque anni.
2. Quali sono le cause dell’ipercolesterolemia?
L’ipercolesterolemia può derivare da un difetto ereditario o, più comunemente, da una predisposizione familiare e/o da una dieta ricca di grassi saturi. L’ipercolesterolemia può essere secondaria ad altre patologie quali ad esempio l’ipotiroidismo.
3. Quali farmaci vengono utilizzati per il trattamento dell’ipercolesterolemia?
Il miglior trattamento consiste nell’adottare una dieta povera di grassi saturi, grazie alla quale è possibile ridurre la colesterolemia. Se la dieta non dovesse essere sufficiente, è possibile ricorrere a rimedi farmacologici. In casi di colesterolemia particolarmente elevata, il medico può decidere di adottare la combinazione di due differenti farmaci. Esistono diverse classi di farmaci utilizzati per il trattamento dell’ipercolesterolemia: i più utilizzati sono gli inibitori dell’enzima HMG-CoA reduttasi (statine), a cui si aggiungono le resine (colestiramina, colestipolo) in grado di inibire il circolo entero-epatico dei sali biliari. In ogni caso, la scelta del farmaco più appropriato spetta al medico e dipende dalla storia clinica del paziente.
4. Qual è il rischio cardio-vascolare associato a valori elevati di colesterolemia?
La colesterolemia correla in maniera lineare con il rischio cardiovascolare; nonostante ciò esistono molti altri fattori di rischio come il fumo, il diabete mellito, l’età e l’ipertensione arteriosa.
5. Perché la colesterolemia può aumentare anche senza che ci siano state variazioni del regime dietetico o dell’attività fisica giornaliera?
I livelli di colesterolo possono variare nel tempo tanto che è possibile osservare variazioni fino al 10% da un mese al successivo; queste variazioni sono fisiologiche e riflettono il normale metabolismo lipidico.
6. Perché, di fronte a valori elevati di colesterolo, alcuni medici preferiscono ripetere il dosaggio dopo qualche mese piuttosto che intervenire farmacologicamente subito?
I livelli di colesterolo possono variare nel tempo e una singola determinazione può non essere sufficiente a determinare il reale valore di colesterolemia. Pertanto, è auspicabile effettuare almeno due determinazioni a distanza di qualche mese prima di intraprendere un qualsiasi intervento terapeutico, che, comunque, deve essere basato sul valore medio delle due determinazioni.

