Noto anche come: LDL-C
Nome: Colesterolo LDL; LDL
Esami associati: Colesterolo totale, Colesterolo HDL, Profilo lipidico, Trigliceridi
Perché viene eseguito il test?
Per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.
Quando viene eseguito il test?
L’esame del colesterolo LDL viene effettuato come parte del profilo lipidico ogni quattro anni in prevenzione primaria se il valore di colesterolo totale è al di sopra dell’intervallo di riferimento, più frequentemente se coesistono altri fattori maggiori di rischio cardiovascolare o per il monitoraggio di una eventuale terapia ipolipemizzante.
Quali campioni vengono richiesti?
Un prelievo venoso.
Cosa si analizza?
Le lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoprotein, LDL) veicolano il colesterolo dal fegato ai distretti periferici attraverso la circolazione sanguigna; quando il colesterolo è in eccesso rispetto al fabbisogno dell’organismo, può essere ceduto dalle LDL e depositarsi a livello arterioso contribuendo alla formazione della placca aterosclerotica e aumentando così il rischio di malattie cardiovascolari. Il dosaggio del colesterolo LDL riguarda la quota di colesterolo contenuto nelle LDL; è inoltre possibile calcolare il valore di colesterolo LDL conoscendo il valore di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi, purchè la trigliceridemia non sia superiore a 200-250 mg/dL.
Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?
Come viene utilizzato?
L’esame del colesterolo LDL viene utilizzato per predire il rischio di malattie cardiovascolari. Delle diverse forme di colesterolo che possono essere dosate a livello plasmatico, il colesterolo LDL è considerato il più importante nel determinare il rischio; qualunque intervento terapeutico, infatti, viene deciso e monitorato sulla base del valore del colesterolo LDL.
Quando viene prescritto?
L’esame del colesterolo LDL viene prescritto generalmente come parte del profilo lipidico, insieme al colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. Il colesterolo LDL può essere prescritto anche quando vengono riscontrati valori particolarmente elevati di colesterolo totale; in questo caso è importante determinare quale sia il contributo del colesterolo LDL e di quello HDL al valore di colesterolemia totale.
Qual è il significato del risultato dell’esame?
Il valore di colesterolo LDL correla positivamente con il rischio cardiovascolare. Secondo le linee-guida del National Cholesterol Education Panel – Adult Treatment Panel III (NCEP-ATP III) l’intervento terapeutico, sia nutrizionale che farmacologico, ha come obiettivo la riduzione del valore di colesterolo LDL. I valori target sono:
• LDL < 100 mg/dL in caso di cardiopatia o diabete
• LDL < 130 mg/dL se sono presenti almeno altri due tra i fattori di rischio maggiori
• LDL < 160 mg/dL se è presente uno o nessun fattore di rischio
I fattori di rischio maggiori comprendono:
• l’abitudine al fumo
• l’età (> 45 anni per gli uomini e > 55 anni per le donne)
• valori di colesterolo HDL < 40 mg/dL
• l’ipertensione arteriosa (> 140/90 mmHg) o la concomitante terapia anti-ipertensiva
• storia familiare per cardiopatia ischemica (presenza di almeno un familiare di primo grado affetto di età inferiore a 55 anni se uomo e 65 se donna)
[NOTA: elevati valori di colesterolo HDL (> 60 mg/dL) sono considerati un fattore protettivo la cui presenza consente di rimuovere dal calcolo totale un fattore di rischio.]
Cos’altro si deve conoscere?
L’esame del colesterolo LDL richiede un digiuno di circa 12 ore prima del prelievo; questo accade perché il valore di colesterolo LDL viene spesso calcolato indirettamente da altri parametri, inclusa la trigliceridemia, che invece risentono dello stato di digiuno/alimentazione. In alcuni laboratori è possibile determinare direttamente la concentrazione di LDL plasmatiche e in questo caso il digiuno non è necessario.
1. Quali sono i trattamenti indicati per l’ipercolesterolemia?
2. Quanto può variare la colesterolemia in risposta a variazioni dello stile di vita, inclusa l’attività fisica e la dieta?
3. Da che età in poi è raccomandato sottoporsi all’esame del colesterolo LDL?
4. In caso di storia familiare per ipercolesterolemia bisogna sottoporsi in giovane età all’esame del colesterolo LDL?
1. Quali sono i trattamenti indicati per l’ipercolesterolemia?
Il primo passo nel trattamento dell’ipercolesterolemia è il cambiamento delle abitudini di vita, cioè adottare una dieta povera di grassi saturi, raggiungere e mantenere il peso-forma, svolgere regolarmente attività fisica. Se cambiare il proprio stile di vita non dovesse essere sufficiente, è possibile ricorrere a trattamenti farmacologici previa prescrizione medica.
2. Quanto può variare la colesterolemia in risposta a variazioni dello stile di vita, inclusa l’attività fisica e la dieta?
Adottare una dieta povera in grassi saturi (con un apporto calorico derivante dai grassi saturi inferiore al 7%) generalmente è sufficiente per abbassare il valore di colesterolo LDL di circa il 10% ed è una misura d’intervento di prima linea. Se la dieta non dovesse essere sufficiente, è possibile ricorrere a trattamenti farmacologici aggiuntivi.
3. Da che età in poi è raccomandato sottoporsi all’esame del colesterolo LDL?
Tutti gli individui di età superiore a 30 anni devono sottoporsi allo screening per l’ipercolesterolemia, meglio se nell’ambito di un profilo lipidico, almeno una volta ogni cinque anni.
4. In caso di storia familiare per ipercolesterolemia bisogna sottoporsi in giovane età all’esame del colesterolo LDL?
Talvolta, i figli di soggetti con storia familiare per ipercolesterolemia e cardiopatie vengono sottoposti a screening per colesterolo totale e LDL in giovane età. Nonstante ciò, il trattamento farmacologico dell’ipercolesterolemia in soggetti di età inferiore a 18 anni deve essere prescritto con cautela in base al giudizio clinico riguardo alla severità del caso.

