Noto anche come: calcemia
Nome: calcio, Ca
Esami associati: Albumina, Magnesio, PTH, Vitamina D, CMP
Perchè viene eseguito il test?
Per determinare la concentrazione di calcio nel sangue.
Quando viene eseguito il test?
Nell’ambito di esami di routine; in caso di malattie a carico del rene, delle ossa, del sistema nervoso o quando si riscontrano sintomi legati ad alterazioni del metabolismo del calcio.
Quali campioni vengono richiesti?
Un prelievo venoso; per il dosaggio urinario sono richieste le urine delle 24 ore.
Cosa si analizza?
Il calcio è uno dei più importanti elettroliti dell’organismo: il 99% del calcio è contenuto nelle ossa, il resto si trova all’interno delle cellule e si trova nei liquidi interstiziali con cui il plasma è in equilibrio. Circa la metà del calcio presente in circolo si trova nella forma libera o ionizzata e costituisce la quota biologicamente attiva; il rimanente calcio circola legato alle proteine plasmatiche ed è biologicamente inattivo.
Comunemente, l’esame della calcemia consiste nel dosaggio del calcio totale che comprende sia la quota ionizzata sia quella legata a proteine; in casi particolari, può essere richiesto il dosaggio del calcio ionizzato. Il dosaggio nelle urine è una misura dell’eliminazione renale di calcio.
Come si raccoglie il campione da analizzare?
Il campione viene raccolto mediante prelievo da una vena del braccio; per il dosaggio urinario sono richieste le urine delle 24 ore
Come viene utilizzato?
Quando viene prescritto?
Qual è il significato dell’esame?
Cos’altro si deve conoscere?
Come viene utilizzato?
Il dosaggio del calcio non fornisce informazioni dirette sulla quantità di calcio contenuta nelle ossa bensì riguardo la quota circolante nel sangue; questa informazione è utile nello screening, nella diagnosi e nel monitoraggio di numerose patologie a carico delle ossa, del sistema endocrino, del sistema nervoso, del rene e in molte patologie neoplastiche.
Come spesso accade per gli esami di laboratorio, il risultato di questo esame deve essere valutato in rapporto ad altri esami; il livello di calcio in circolo è regolato da un meccanismo a feedback che include il paratormone (PTH), la vitamina D, il fosforo ed il magnesio: condizioni che alterano questo meccanismo di regolazione possono causare variazioni della calcemia; pertanto, il dosaggio del PTH e del fosforo insieme a quello del calcio può aiutare il medico ad identificare la causa dell’iper- o ipocalcemia.
Il dosaggio del calcio libero o ionizzato è importante durante interventi chirurgici, specialmente se è richiesta emotrasfusione, o in caso di variazioni ingenti delle proteine totali. Fluttuazioni particolarmente ampie del calcio ionizzato possono causare segni clinici importanti quali tetania, spasmi muscolari, aritmie e insufficienza cardiaca, confusione mentale, letargia e insufficienza renale.
Quando viene prescritto?
Il dosaggio del calcio può essere prescritto come test di screening durante un regolare controllo medico essendo tipicamente compreso fra gli esami di routine; può essere utilizzato come test diagnostico in caso di:
• calcolosi renali
• malattie ossee
• disordini neurologici e psichiatrici
• ipercalcemia (astenia, perdita di appetito, nausea, vomito, stitichezza, dolori addominali)
• ipocalcemia (spasmi muscolari, formicolio alle dita, tetania nei casi più gravi).
Inoltre, il medico può prescrivere il dosaggio del calcio se il paziente è affetto da insufficienza renale, malattie tiroidee, del tratto gastro-intestinale, neoplastiche.
In alcuni casi, il dosaggio del calcio può essere richiesto periodicamente al fine di monitorare la terapia e il decorso della malattia; questo avviene in caso di alcune forme di tumore (ad esempio mammella, polmone, colon-retto, mieloma multiplo), nell’insufficienza renale o in seguito a trapianto renale.
Qual è il significato dell’esame?
Il dosaggio del calcio viene prescritto in genere insieme a quello dell’albumina (la proteina più rappresentata nel plasma) visto che una quota significativa del calcio in circolo vi si lega: il valore di calcemia, infatti, dovrebbe essere sempre valutato insieme alla concentrazione di albumina (se l’albumina diminuisce anche il calcio diminuisce).
Le cause più frequenti di ipercalcemia sono:
• iperparatiroidismo
• neoplasie o metastasi ossee
• sarcoidosi
• tubercolosi
• eccesso di assunzione di vitamina D
• trapianto renale
• elevati valori di proteine totali
Il calcio ionizzato aumenta in tutte le suddette condizioni tranne che in caso di elevati valori di proteine totali, in cui il calcio ionizzato rimane entro l’intervallo di riferimento.
Le cause più frequenti di ipocalcemia sono:
• ipoparatiroidsmo
• tiroidectomia
• deficit di magnesio
• eccesso di fosforo
• carenza di vitamina D attiva
• insufficienza renale cronica
• alcalosi
• bassi valori di proteine totali
Il calcio ionizzato diminuisce in tutte le suddette condizioni tranne che in caso di bassi valori di proteine totali.
Cos’altro si deve conoscere?
La concentrazione di calcio nel sangue viene mantenuta entro uno stretto intervallo di valori principalmente grazie all’azione del PTH e della vitamina D. Il PTH viene rilasciato in circolo dalle ghiandole paratiroidi, situate posteriormente alla tiroide, in risposta all’ipocalcemia; il PTH, infatti, stimola il rilascio di calcio dalle ossa e il riassorbimento renale del calcio per cui, complessivamente, induce l’aumento della calcemia; inoltre il PTH stimola l’attivazione della vitamina D nel rene. A sua volta, la vitamina D stimola l’assorbimento intestinale di calcio e ne inibisce le perdite renali.
Nei neonati, specialmente in quelli prematuri e sottopeso, l’ipocalcemia è frequente nei primi giorni di vita; l’ipocalcemia neonatale è causata dall’immaturità delle ghiandole paratiroidi, è in genere asintomatica e si risolve spontaneamente.
Il dosaggio del calcio sia nel sangue che nelle urine non è un indice della quantità di calcio contenuto nelle ossa che viene invece analizzata mediante un esame strumentale detto mineralometria ossea corporea o “MOC”.
Alcuni diuretici (ad esempio i tiazidici) possono indurre ipercalcemia.
1) Devo preoccuparmi se il mio medico mi prescrive solo l’esame del calcio totale e non quello del calcio libero o ionizzato?
2) Quali sono gli alimenti con il maggiore contenuto di calcio?
3) Il risultato della calcemia può variare se assumo cibi addizionati con calcio?
4) E’ possibile effettuare questo esame a casa?
1) Devo preoccuparmi se il mio medico mi prescrive solo l’esame del calcio totale e non quello del calcio libero o ionizzato?
No. Il dosaggio del calcio totale è sufficiente per la maggior parte delle situazioni, sia diagnostiche che di screening o monitoraggio. Il dosaggio del calcio ionizzato viene effettuato in caso di interventi chirurgici o di richieste in urgenza.
2) Quali sono gli alimenti con il maggiore contenuto di calcio?
Le principali fonti di calcio sono i prodotti caseari; il calcio è presente, seppur in misura minore, anche nelle uova, vegetali a foglia verde, legumi, cereali. Esistono in commercio molti prodotti (per esempio succhi di frutta, cereali) arricchiti con calcio.
3) Il risultato della calcemia può variare se assumo cibi addizionati con calcio?
In generale, consumare alimenti arricchiti con calcio non comporta variazioni della calcemia.
4) E’ possibile effettuare questo esame a casa?
No. Il dosaggio del calcio deve essere effettuato in laboratorio da personale qualificato e mediante apparecchiature apposite.

